domenica, marzo 30, 2008

E anche stasera è fatta


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Sono andato a teatro, ma era un teatro strano, perchè la distanza tra me e gli attori era circa quattro metri. Inoltre non c'era differenza di altezza, in quanto il palco è rialzato di circa 40 cm, dato che la struttura non è propriamente un teatro, quindi ci si deve adattare.

E quindi sembrava tutto un pò strano. Ma mi è piaciuto molto.

A vedere lo spettacolo ci saranno state circa 250 - 300 persone, che per il posto dove abito io non è niente male. Tanto per farvi un'idea, il posto dove abito io è un posto dove ti metti in macchina per andare a fare un giro di 10 kilometri per andare a vedere un semaforo. Ci siamo capiti?

La rappresentazione era una commedia di Carlo Goldoni, dal testo non troppo difficile ma nemmeno troppo semplice. Almeno, secondo me. Chiaro che se vogliamo parlare del mio senso artistico, è un pò come sparare su uno che caga.

P.S: ho avuto un deja vu mentre stavo scrivendo questo post. Che strano!

7 commenti:

Anonimo ha detto...

Sei andato a teatro, ma cosa hai visto? Qual'era la storia? Com'era la regia? I costumi? Qual'era il tema principale? Cosa voleva comunicare il regista? Come recitavano gli attori? Che tipo di teatro era? insomma non dici nulla a parte che il palco era poco rialzato e che l'effetto ti piaceva....

Jack ha detto...

La storia era la bottega del caffè, una commedia dove ci sono alcuni personaggi che interagiscono fra di loro in una bottega di caffè: un finto conte, un signore un pò pettegolo, un giovane signorotto che non riesce a smettere di giocare i soldi alle carte, un oste premuroso e un cameriere impiccione.

I costumi cercavano di ricostruire l'ambiente della Venezia di Goldoni, nessuna pretesa di surrealismo, pura e semplice interpretazione del testo originale, nessuna rielaborazione.

Gli attori recitavano molto bene, ma tra questi due si sono distinti l'attore che interpretava Trappola, il servitore e l'interprete di Don Marzio, che ha dato proprio l'impressione del placido ma intrigante negli affari degli altri. E soprattutto mai domo di voler interrompere la felicità degli altri.

max-buck-office ha detto...

T'hanno rifilato un doveroso cicchetto porta pazienza. Anche io posterò sul mio viaggio a Parigi e non parlerò dell'aspetto ludico che dò per scontato. Ognuno di noi vede il mondo a suo modo. Ciao

Jack ha detto...

Chiaro che ognuno vede il mondo a suo modo.

E' che io proprio vedo le cose e poi non riesco a raccontarle agli altri.

Ho la tendenza a tenerle per me. Quando parlo con qualcuno, dò per scontato che lui abbia già vissuto la stessa situazione che ho vissuto io e non mi sento di dovergli raccontare il perchè si è arrivati a discutere di una certa cosa o altro. E quindi quando racconto io un avvenimento la gente di solito resta esterrefatta o non capisce cosa sia successo e pensa che io sia un ritardato.

Quindi è giusto fare esercizio di scrittura.

P.S. in italiano ero un fenomeno, da baraccone.

max-buck-office ha detto...

Tu comunque non ti devi giustificare perchè il primo pirletta ti fa domande stupide! E poi come anonimo! Tu scrivi come gli altri quello che senti quello che vivi. Ma chi cazzo è quell'anonimo, si qualifichi o resti la merda che è!

max-buck-office ha detto...

E poi mettiamo che io sia un depravato e vada solo per vedere dei bei culi maschili o femminili a secondo dei gusti. Che mi frega chi è il regista, cosa voleva dire sempre che avesse qualcosa da dire? Tinto Brass è UN OTTIMO REGISTA ed ha molto da dire ed a me interessa. Il mondo gira così se capovolto il numero è 69. Ciao

Jack ha detto...

Beh, ho qualche idea su chi sia il primo "pirletta" e sospetto che non sia un pirletta qualsiasi.

Contattato in altra sede mi conferma che l'esito del suo commento era per spronarmi a descrivere meglio com'era lo spettacolo.


Tinto Brass mi piaceva un pò qualche tempo fa, ora non mi piace più, ma ricordo un bellissimo film con Claudia Koll: così fan tutte.